Cristo viene per portare una «luce nuova»; è per questo che le beatitudini che questa domenica ascoltiamo dal Vangelo di Luca sono incomprensibili per chi non vuole alzare lo sguardo al Cielo, di chi vive legato alle cose transitorie, che finiscono.
La nostra esistenza è invece chiamata all’eternità! Solo se sappiamo leggere i fatti che ci accadono alla «luce del Signore», la nostra vita potrà aprirsi alla Speranza, così da permetterci di incominciare a vivere tutto, anche le cose più difficili, con pace, fiduciosi che Cristo ci accompagna sempre, sicuri che tutto quello che ci accade è per ricevere qualcosa di più grande.
Per questo però abbiamo bisogno di sentirci «poveri» interiormente, bisognosi di ricevere una Parola dal Signore; abbiamo bisogno di aver «fame» di Verità, non accontentarci delle consolazioni ingannevoli che ci presenta il mondo; abbiamo bisogno di riconoscere i nostri errori, di «piangere» i nostri peccati, forse del male che abbiamo fatto agli altri, per essere consolati dalla Misericordia di Cristo.
Queste sono le strade della conversione, che ci conducono alla sola vera Beatitudine che non ci delude, che renderà la nostra vita piena e felice, perché non saremo più schiavi dell’angoscia e della paura del domani, liberi dal dover sempre mormorare e lamentarci degli altri e di quello che accade.
L’incontro con Gesù è ricevere questo amore gratuito che ci dona un’identità nuova, perché davanti al Signore non abbiamo bisogno di mettere delle maschere per sentirci amati, né di guadagnarci un certificato di buona condotta, non solo perché tanto Lui ci conosce molto meglio di noi, ma perché ci ama sempre e comunque.