Parigi val bene una messa diceva Enrico IV. Un moto che Matteo Salvini vuol fare suo in vista delle prossime elezioni regionali. Il che significa allearsi con Silvio Berlusconi purché si battano le sinistre, in Liguria ma anche in Puglia. “Poli Bortone va benissimo – spiega il leader della Lega Nord in un’intervista al Corriere della Sera – Pur di mandare a casa i Vendoli e gli Emiliani, che poi sono la stessa cosa, noi siamo d’accordo. Purché non ci siano gli Alfani”. Perché se l’alleanza con Forza Italia è giusta e necessaria, è il ragionamento del segretario del Carroccio, non così sarebbe quella con Ncd, ormai visto come un partito troppo soggetto all’influenza di Matteo Renzi.
Per ora l’asse con Fi è funzionale alle regionali ma il vero obiettivo è ricostruire il centrodestra e guardare alle politiche. “Il bello di questo momento – ha sottolineato – è che noi stiamo costruendo un modello del tutto alternativo a quello di Matteo Renzi. Un modello che cresce, diverso da tutti quelli passati. Il 31 maggio ci saranno le elezioni regionali e amministrative. E dal primo giugno cambia tutto. Il centrodestra ripartirà con basi e prospettive del tutto diverse da quelle che ci sono state fino ad oggi”.
A chi gli fa notare che in Liguria con Toti e in Puglia con poli Bortone la Lega ha fatto una scelta diversa rispetto a quella iniziale Salvini ha risposto: “Ripeto, se facciamo un accordo in Liguria per mandare a casa Burlando, pur di spedire a casa la sinistra possiamo farlo anche in Puglia”. E ancora, sulle ragioni che lo hanno spinto a cementare l’asse con Silvio Berlusconi, ha aggiunto: “Quando noi dobbiamo fare un passo avanti, lo facciamo. Ma siamo anche capaci di fare il passo indietro. Tutti insieme, e senza confusioni”.