ĆĀ statoĀ per oltre un anno ambasciatore nordcoreano 'reggente' in Italia. Ora Jo Song-gilĀ ha chiesto asilo con la sua famiglia a inizio dicembre in un “imprecisato Paese occidentale”. Lo riporta il quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo citando fonti anonime diplomatiche di Seul, in quella che sarebbe un'altra defezione di alto livello tra le fila dei funzionari di Pyongyang all'estero.Ā Jo, ora “protetto” dalle autoritĆ italiane “in un luogo sicuro”, ĆØ stato, secondo quanto risulta all'Ansa, “incaricato d'affari” fino al 20 novembre scorso. Era entrato in caricaĀ ilĀ 9 ottobre 2017Ā dopo lāespulsione dellāambasciatoreĀ Mun Jong-namĀ in risposta al sesto test nucleare di settembre dello stesso anno fatto da Pyongyang violando le risoluzioni dellāOnu ed ĆØ conosciuto come āessere il figlio o il genero di unĀ funzionarioĀ dei livelli piĆ¹ altiā del Nord, ha aggiunto il quotidiano. Proprio per via della sua parentela con persone ai vertici del regime della Corea del Nord, a Jo sarebbe stato concesso di raggiungere un Paese straniero per le sue funzioni diplomatiche insieme alla moglie e ai figli. Secondo quanto rivela il quotidiano sudcoreano,Ā come metodo per prevenire le fughe, i diplomatici del Nord verrebbero obbligati a lasciareĀ in patria diversi componenti della famiglia, soprattuttoĀ bambini.Ā La sua richiesta di asilo sarebbe la prima di un diplomatico del Nord di alto livelloĀ dalla diserzione del 2016 diĀ Thae Yong-ho, numero due dellāambasciata a Londra.
Farnesina: “Nessuna richiesta d'asilo”
Il Ministero degli Esteri italiano smentisce che il diplomatico possa aver chiesto di essere accolto in Italia.Ā “Non risulta una richiesta d'asilo da parte di un funzionario nordcoreano”. E' quanto riferiscono all'Ansa fonti della Farnesina in merito alla vicenda del diplomatico di Pyongyang Jo Song-gil. “Per via diplomatica – sottolineano le stesse fonti – ĆØ stato a suo tempo comunicato al ministero l'avvicendamento dell'incaricato d'affari nordcoreano a Roma. Tale avvicendamento ha poi avuto luogo”.