Il welfare di comunità̀ rappresenta la cultura della cura nei confronti degli anziani, i quali costituiscono un aspetto cruciale nella costruzione di una società̀ inclusiva e rispettosa della dignità̀ umana. In una prospettiva cristiana, il valore della cura degli anziani è profondamente radicato nell’insegnamento del cristianesimo sociale, che invita a trattare ogni persona con amore, rispetto e attenzione, specialmente coloro che sono più̀ vulnerabili, come gli anziani. Il concetto di “welfare di comunità̀” quindi, si fonda sull’idea di una rete di supporto che coinvolge non solo le istituzioni pubbliche e private, ma anche la comunità̀ locale nel suo insieme. In una visione cristiana, questa rete non si limita a fornire assistenza materiale, ma guarda alla dimensione relazionale e spirituale. I cristiani, pertanto, sono chiamati ad essere una “famiglia” accogliente e solidale, dove ogni individuo, indipendentemente dall’età̀, può̀ trovare supporto, compagnia e cura. Questo principio si riflette nell’importanza di prendersi cura dei più̀ deboli, tra cui gli anziani, considerati saggi e custodi della tradizione e della memoria collettiva.
La cultura della cura, quindi, si configura come un atteggiamento che va oltre la semplice fornitura di servizi sanitari e assistenziali. Essa implica un cambiamento di mentalità̀, un rifiuto dell’indifferenza e un invito ad una responsabilità̀ condivisa nei confronti dei membri più̀ fragili della società̀. Per noi, la cura degli anziani è un’espressione concreta dell’amore fraterno e della carità̀, che sono al cuore del messaggio evangelico. L’invito a “onorare il padre e la madre“, non è solo un comandamento etico, ma un fondamento di un impegno che deve permeare la vita della Chiesa e della comunità̀ cristiana. In questo contesto, il welfare di comunità̀ assume un carattere non solo assistenziale, ma anche educativo e spirituale. Gli anziani non devono essere visti semplicemente come soggetti passivi di assistenza, ma come risorse fondamentali per la società civile nella sua interezza. La loro esperienza, saggezza e fede rappresentano un patrimonio inestimabile, che arricchisce la vita della Chiesa e della società̀ in generale. La cultura della cura implica, quindi, la valorizzazione dell’anziano come persona che ha ancora un ruolo attivo, capace di contribuire alla crescita della comunità̀, sia attraverso la trasmissione di valori, sia attraverso la partecipazione a iniziative comunitarie. Un altro aspetto importante, nella prospettiva cristiana, è l’approccio alla malattia. L’anziano, infatti, si trova spesso ad affrontare la fragilità, e la Chiesa ha sempre sottolineato la necessità di accompagnare con rispetto e dignità̀ questo passaggio. La cultura della cura, in questo senso, implica anche un’attenzione particolare al dolore, alla solitudine e alla sofferenza che spesso caratterizzano questa età̀.
Infine, la prospettiva cristiana invita a costruire una società̀ che non dimentica mai gli anziani, ma che li pone al centro dell’attenzione, pFoto di Denise Johnson su Unsplash. Un tale welfare di comunità̀ è, dunque, una testimonianza di carità̀, di rispetto per la dignità̀ umana e di amore verso il prossimo, valori che devono permeare ogni aspetto della vita sociale e comunitaria, permettendo ad esempio che, coloro che vivono la Terza e la Quarta Età̀, possano essere amorevolmente curati presso le loro case da personale specializzato. Acli Colf, da sempre, è impegnata a dare forma concreta a quello che definirei il “welfare della fraternità” in cui, senza se e senza ma, ogni persona deve essere messa al centro.