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Osce: “Illegali le elezioni russe nei territori occupati”

L'Osce denuncia come illegali le elezioni russe nei territori ucraini occupati ed è "seriamente preoccupata" per "la campagna di arresti e azioni giudiziarie ingiuste"

Le prossime elezioni presidenziali organizzate da Mosca nei territori occupati ucraini sono illegali perché “violano il diritto internazionale”: lo denuncia l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), “seriamente preoccupata” per “la campagna che prosegue nel Paese di arresti e azioni giudiziarie ingiuste”.

Osce, illegali le elezioni russe nei territori ucraini occupati

Le prossime elezioni presidenziali organizzate da Mosca nei territori occupati ucraini violano il diritto internazionale e sono quindi illegali: lo denuncia l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). L’Odihr ribadisce il suo rammarico per la decisione delle autorità russe di non invitare gli osservatori Osce alle elezioni, “privando i cittadini e le istituzioni del Paese di una valutazione imparziale, trasparente e completa da parte di un organismo internazionale”.

Osce: “Carcerazioni e azioni giudiziarie ingiuste”

L’organismo si dice inoltre “seriamente preoccupato” per la campagna che prosegue nel Paese di arresti e azioni giudiziarie, nonché per l’incarcerazione di molti di coloro che esprimono dissenso, sollevando timori per la sicurezza delle persone detenute e crescenti preoccupazioni per il futuro democratico della Federazione Russa.

“Ciò sta colpendo numerosi dissidenti, dai difensori dei diritti umani ai leader della società civile, dagli oppositori politici ai critici della guerra in Ucraina”, ha detto il direttore dell’Odihr, Matteo Mecacci. Il funzionario ha poi sottolineato “l’ingiusta detenzione o la condanna di attivisti e difensori dei diritti umani, tra cui Alexei Gorinov, Grigory Melkonyants, Oleg Orlov, Aleksandra Skochilenko, nonché di leader dell’opposizione, tra cui Vladimir Kara-Murza, Ilya Yashin e il defunto Alexei Navalny. Molte organizzazioni non governative sono state addirittura liquidate – ha aggiunto -, una restrizione sproporzionata alla libertà di associazione”.

Fonte: Ansa

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