Temi e suggestioni per un mondo in rapida trasformazione. Con 3.858 titoli candidati provenienti da 68 paesi e regioni del mondo, i numeri 2025 dei BolognaRagazzi Awards sono i più alti di sempre, con +15% di titoli rispetto al precedente record dell’edizione 2024. Tra i paesi che per la prima volta quest’anno hanno candidato i propri titoli ai Braw si trovano: Guatemala, Mongolia, Marocco, Nigeria, Qatar, Vietnam. Una crescita continua e un traguardo per la sessantesima edizione dei premi annuali di Bologna Children’s Book Fair, la Fiera internazionale del libro per ragazzi che si terrà nel capoluogo emiliano dal 31 marzo al 3 aprile. L’editoria per l’infanzia dimostra sempre più di trovare nel formato del picturebook (albo illustrato) uno spazio di sperimentazione capace di rendere ragione della complessità della vita e della poetica infantile.
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Obiettivi Onu
Il linguaggio grafico-artistico spazia dalle forme più classiche alle sperimentazioni più ardite, reinventando in nuove prospettive anche le fiabe classiche, sempre presenti nelle proposte per l’infanzia. Nelle pagine trovano così diritto di rappresentazione da una parte la vita quotidiana di bambine e bambini, i gesti del corpo e del gioco, dall’altro le questioni sociali e politiche che influenzano le loro esistenze, così come le loro grandi domande filosofico-esistenziali che riguardano il tempo, i simboli, la scienza, ma anche la morte, la trasformazione, le relazioni sentimentali e il dolore. Gli stessi temi al centro di un numero sempre maggiore di storie che raccontano dei diritti dell’infanzia e di un mondo sostenibile, e che appaiono espressi nei 17 obiettivi delle Nazioni Unite. Tra questi il diritto all’espressione, alla partecipazione, alla casa, all’istruzione, oltre che, su tutti, il diritto a vivere in amicizia, in collaborazione e in pace. Come sosteneva Umberto Eco, infatti, “tutto ciò su cui non si può teorizzare, si deve narrare”. E l’editoria per l’infanzia non si sottrae al suo ruolo di proporre in nuove forme e visioni di temi universali.
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Premi
Divisi in cinque categorie permanenti, Fiction, Non-Fiction, Opera Prima (per autori e illustratori esordienti), Comics e Toddler, i Braw includono anche il premio speciale New Horizons, a disposizione delle giurie internazionali da assegnare a un’opera particolarmente innovativa. Ogni anno, inoltre, si aggiunge una categoria speciale. Per l’edizione 2025, il focus è sulla Sostenibilità, in linea con i 17 goal di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, con cui la Fiera bolognese ha avviato una collaborazione a partire dall’edizione 2024. Per la Fiction vince “House of Wisdom” di Bodour Al Qasimi con le illustrazion di Majid Zakeri Younesi (Kalimat, Emirati Arabi Uniti, 2024). Per la Non-Fiction “Per mille camicette al giorno” di Serena Ballista con le illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini (Orecchio Acerbo, Italia). per la Sostenibilità “Art Is a Voice” di Kripa (Art1st Enterprises, India). La giuria delle sezioni Sostenibilità e Non Fiction ha inoltre assegnato per la categoria Sostenibilità una Honourable Mention a “Raíces del bosque” (Editorrial Amanuta) di Paulina Jara. albo cileno dedicato alla vita delle radici nel bosco e alla loro anima collaborativa, che omaggia il senso ecologico attraverso un linguaggio poetico, trasversale alle categorie.
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Temi per il futuro
Gli aspetti della sostenibilità non si limitano però alla sola categoria speciale dedicata, ma attraversano narrazioni diverse dalla Non-Fiction alla Fiction, passando per il Comics. Libri che spiegano, mettono in scena e immaginano possibilità: ecco allora spuntare, ad esempio, la presenza delle biciclette e di tante avventure che i bambini vivono in sella. Presente con più forza rispetto alle edizioni precedenti del premio è infine il tema della nascita, vista come atto naturale e al contempo intriso di sentimenti come mistero, scoperta, avvenimento, che colgono spesso i neo genitori all’improvviso. Un tema che testimonia del cambiamento in corso nel presente con il calo della natalità, che interessa paesi da ogni parte del mondo e che viene reinterpretato da editori e autori anche lontanissimi tra loro. Per l’Opera Prima vince “If You Want to Eat a Red Apple” di Jin Joo con le illustrazioni di Ga Hee Lee (Finger Publishing, Corea del Sud). Per la sezione Toddler “Le coq polyglotte (The Multilingual Cockerel)” d Marie Darme-Rizzo (Hélium, Francia). Per la sezione Comics – Early reader “Gutenachtgeschichten für Celeste – Ein sehr gruseliges Bilderbuch (Bedtime Stories for Celeste – a Very Scary Picture Book)” di Nikolaus Heidelbach e Ole Könnecke (Carl Hanser Verlag, Germania). Per la sezione Comics – Middle grade “Dita Dor (Dictator)” di António Jorge Gonçalves (Edições Assembleia da República, Portogallo). Per la sezione Comics – Young adult “La Trahison d’Olympe Livre 1 (The Betrayal of Olympe #1)” di Jean Dalin (Sarbacane, Francia). Per la sezione New Horizon “Dalla finestra” di Laura Cattabianchi con le illustrazioni della stessa Cattabianchi e Patrizio Anastasi (Start Edizioni, Italia). Tra i menzionati speciali anche due italiani. E cioè Opera Prima Menzione Speciale a “Calcio di rigore” di Greta Amadeo con le illustrazioni di Lenina Barducci (Pulce). Comics – Young adult menzione speciale a “Nato in Iran” con testo e disegni di Majid Bita (Canicola).
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Traduzioni necessarie
Temi universali nell’editoria 2025, quindi. La letteratura non cambia il mondo, “un libro bello, che critica una società, un governo, di certo non lo cambia, ma diventa molto importante nel caso di un Paese che si chiude, come stanno facendo gli Stati Uniti”. Dunque, c’è “bisogno di molte più traduzioni da altri Paesi”. A dirlo è lo scrittore svedese Bjorn Larsson per il quale altre letterature sono “un’uscita di emergenza, possibilità di vita, di costruire la società, vivere insieme che forse in un paese specifico non esiste più ed è minacciato come l’America in questo momento”. I dati lo confermano. “I paesi anglosassoni non traducono quasi niente; in Italia e Francia il 30% dei libri in circolazione è scritto da autori stranieri; in America soltanto il 5”. Assistiamo al desengagement di scrittori, di intellettuali, colpa anche dei social? “Posso parlare dell’Europa. Spesso i giornali per pigrizia riprendono statistiche di youtube, il numero di follower, notizie pubblicate sui social dove c’è di tutto, voci diverse, saggezza, stupidaggini. Quando un giornale lo riprende o lo racconta, i contenuti dei social diventano una cosa seria. Dunque sono giornali, tv, radio a creare l’illusione che quella cosa sia così importante”. Altrimenti “sarebbe una diversità di opinioni, nessuno ci farebbe veramente caso”. Al contrario, c’è qualcosa di serio che gli scrittori devono fare: “Ricordare che ogni vita umana conta”, dice all’Ansa riferendosi alle guerre. “È importante”.
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Memoria corta
Preoccupato “dai conflitti e dalla situazione internazionale”, Larsson segnala la “memoria corta” delle persone: “Quando sono cresciuto c’era la minaccia della guerra nucleare, c’era la guerra in Jugoslavia, le dittature in Grecia, Portogallo, Spagna, c’era l’Irlanda del Nord, i paesi baschi … ma dimentichiamo. Non penso che quella di oggi sia una situazione peggiore rispetto al passato“. Resta il compito dello scrittore: “Fare qualcosa per fermare questa idiozia della guerra, ma soprattutto risparmiare vite umane”. Come è accaduto che la letteratura nordica abbia avuto tanto successo? “È stata una scoperta casuale. Mi ricordo quando Emilia Lodigiani, che ha fondato Iperborea, è andata per la prima volta a Francoforte, nessuno veniva agli stand degli editori svedesi per chiedere i diritti, dunque lei con pochi soldi facilmente ha riempito un catalogo di grandi scrittori svedesi. Poi è arrivato il giallo svedese”. Per Larsson sono due i romanzi che hanno creato interesse negli editori stranieri per gli scrittori svedesi: “‘Il senso di Smilla per la neve’ di Peter Hoeg e ‘La vera storia del pirata Long John Silver’ (di Larsson, ndr). Qualcuno chiedeva: ‘ma chi è questo idiota che ha voluto fare concorrenza a un classico?'”. Come altri paesi, “anche la Svezia ha una letteratura importante; noi lo sappiamo, gli altri no perché nessuno legge lo svedese“, ironizza.