LaĀ dopamina giocherebbe un ruolo cruciale nelle scelte morali dei pazienti affetti daĀ morbo di Parkinson. Lo riporta AGI, in base a uno studio della psicologa Giorgia Ponsi.
Dalla dopamina dipendono infatti due tendenze comportamentali: lāiper-onestĆ , ossia la minor propensione a mentire rispetto ai gruppi di controllo, anche quando la menzogna comportava un guadagno economico; eĀ lāipo-onestĆ , quindi la maggior propensione a mentire rispetto ai gruppi di controllo. In particolare,Ā la tendenza a mentire si ĆØ rivelata essere spesso associata alle ulteriori diagnosi di disturboĀ del controllo degli impulsi e di sindrome da dis-regolazione dopaminergica.
Questo ĆØ quanto emerso dallo studio condotto da un gruppo di ricercatori coordinati da Salvatore Maria Aglioti, e che ha visto il coinvolgimento di Sapienza UniversitĆ di Roma, Istituto Italiano di Tecnologia, Fondazione Santa Lucia Irccs.
Si tratta di una rassegna della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista NpjĀ Parkinsonās Disease. La malattia di ParkinsonĀ ĆØ un disturbo neurodegenerativo progressivo caratterizzato dalla perdita di neuroni dopaminergici nei gangli della base e nel circuito talamo-corticale. Questa perdita provoca alterazioni nel controllo motorio.
Un’ampia letteratura scientifica
Una mole crescente di evidenze indica inoltre come i gangli della base sottendano anche funzioni di alto livello, come la cognizione, lāemozione e la motivazione.Ā
āI pazienti che oltre alla malattia di Parkinson presentanoĀ un disturbo del controllo degli impulsiĀ – spiega Giorgia Ponsi, psicologa e prima autrice dello studio – mostrano una ridotta quantitĆ di trasportatore della dopamina nello striato dorsale, che ĆØĀ la regione del cervello coinvolta negli aspetti motori e cognitiviĀ delle decisioni. A questo si associa un maggior rilascio presinaptico di dopamina nello striato ventrale, ossia quella regione del cervello che fa parte del circuito della ricompensa ed ĆØ coinvolta negli aspetti motivazionali della decisione in risposta a ricompense esterne. Questo implica che, ad esempio, la prospettiva di unavincita economica abbia un valore motivazionale piĆ¹ elevatoĀ per una persona con malattia di Parkinson e disturbo del controllo degli impulsiā.
Gli obiettivi dello studio
Commenta Aglioti: āLo studio di questi comportamenti in persone con malattia di Parkinson, permette di comprendere attraverso le neuroscienze quellaĀ complessa catena di eventiĀ che ci guidano nelle nostre scelte quotidiane. Lāobiettivo ultimo ĆØ quello diĀ riuscire ad individuare strategie terapeuticheĀ che, attraverso lāutilizzo di farmaci o la neuroriabilitazione, possano aiutare a ripristinare lāequilibrio interrotto dalla patologiaā.
Secondo gli autori dello studio, la principale ipotesi derivata da questa analisi, ĆØ cheĀ le disfunzioni a carico del sistema motivazionale,Ā in particolare lo squilibrio dopaminergico tra striato dorsale e striato ventrale, possano aumentare o diminuire la salienza delle ricompense esterne (ad esempio, denaro o cibo) e spiegare, di conseguenza, entrambe le tendenze comportamentali (iper-onestĆ e ipo-onestĆ ) riportate in letteratura.